Content on this page requires a newer version of Adobe Flash Player.

Get Adobe Flash player


Ultima Ora



IL MONDO DEL CICLISMO
Comunicati
Prossime Gare
Maestri MTB
Direttori Sportivi
Gare della settimana
Comunicazioni Presidente
Photogallery
14 luglio 2010 ore 14:57   Share on Facebook
l'articolo è stato visto 82 volte

ADDIO CIT

 

Un uomo generoso, nel ciclismo come nella vita. Chi ha avuto la fortuna di conoscere Nino Defilippis, scomparso nella notte fra lunedì e martedì all'età di 78 anni, non può non sentirne la mancanza. Perché Defilippis era una di quelle persone che gli anglosassoni sono soliti definire bigger than life ovverosia "più grandi della vita". Persone capaci di vivere una vita piena e di riempire anche quella di coloro che hanno la fortuna di capitare nei paraggi. Il suo talento ebbe una precoce manifestazione quando nel 1952 vinse la tappa di Cuneo al Giro d'Italia diventando a vent'anni e due mesi la più giovane maglia rosa di sempre. Questo exploit gli incollò addosso il soprannome di "Cit", ovverosia il bambino.

 

Nel ciclismo di colossi come Coppi, Bartali, Koblet, Kubler, Bobet e Anquetil, l'eclettico "Cit" sguazzò per una dozzina d'anni manifestando sempre il proprio animo battagliero, combattivo, sanguigno. Non era uno specialista, se la cavava su tutti i terreni: Defilippis lo potevi trovare fra i primi cinque del Giro e del Tour ma anche battuto d'un soffio da Van Looy in una volata mondiale. Veloce quanto basta, discreto grimpeur (vinse addirittura il Gpm alla Vuelta del '56), funambolico discesista, esperto pistard e buon passista, Defilippis è uno dei pochi corridori italiani ad aver vinto tappe in tutti e quattro i grandi giri nazionali: 9 al Giro, 7 al Tour, 2 alla Vuelta e 1 in Svizzera. Suoi anche il Giro di Lombardia del 1958, i titoli italiani del 1960 e 1962 e alcune fra le più importanti gare del calendario nazionale. Memorabile la vittoria ottenuta al Tour de France del 1956 nello Stadio Comunale della "sua" Torino colmo fino all'inverosimile.

 

Smessi i panni del corridore e vestiti quelli dell'imprenditore con i pastifici di via Lagrange, di Grugliasco e di Beinasco, Defilippis non si è mai allontanato dal suo mondo. Nel 1973 fu lui a guidare la nazionale azzurra al Mondiale di Barcellona vinto da Felice Gimondi. Una decina d'anni fa fu lo stesso Defilippis a impegnarsi in prima persona per il monumento a Fausto Coppi che ha sede davanti al Motovelodromo.

 

Non lontano da quel monumento e da quell'anello che tante volte l'ha visto gareggiare da protagonista, nella chiesa della Madonna del Rosario di Sassi, Nino Defilippis verrà ricordato questa sera con il rosario delle 20e30 e domani con la cerimonia funebre prevista per le ore 10.

Il Comitato Regionale della Federazione Ciclistica Italiana esprime le più sentite condoglianze ai familiari di Nino Defilippis.

[Torna all'Homepage]




© Federazione Ciclistica Italiana - PIEMONTE
Contatti | Staff